Pensando a te

Pensando a te:

i ricci ed il sorriso emergono per primi,

come fugaci immagini dell’amicizia persa.

Su un viottolo sassoso: caldo e sudore e gioia;

gli orizzonti e le cime:

panorami immensi che condividevamo.

A casa, per le cene amicali o di lavoro,

perché di comuni passioni si viveva la vita,

discutendo su tutto e tanto facendo.

Pensando a te:

in sezione, alla Festa,

con mille idee e cento braccia dietro, e a fianco.

Seria nell’impegno:

le campagne elettorali, i rappresentanti di lista, i volantinaggi, i dibattiti.

Per tentare di dare una speranza a chi non ne ha.

Sempre disposta a dare molto:

in te si trovava la dedizione senza chiesa,

la partecipazione cosciente di donna libera.

E se la tua espressione di libertà

talvolta cozzava contro i miei piedi piantati a terra,

ora ti chiedo scusa amica mia, compagna, Nadia.

Massimo

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