Un flash, un solo ricordo da proporre.

Un flash, un solo ricordo da proporre.
Era una escursione, come tante di quelle fatte insieme. Ci siamo trovati a camminare fianco a
fianco, e ci siamo scambiati qualche notizia su una comune amica, che non sta bene.
Era parecchio che non andava a trovarla, che non faceva con lei qualche passeggiata, per il centro o
per andare insieme a teatro. Ricordo bene il suo dispiacere nel dire che non ce la faceva, che non le
era possibile in quel periodo, che aveva bisogno di fermarsi un poco.
Ecco, Nadia era anche questa disponibilità, e questa ansia di non riuscire a essere presente così
come voleva.
Ma con lei c’era anche il gioco, una specie di scherzo ricorrente tra di noi.
Lei era ferroviera, io appassionato di treni, così scherzavamo spesso su questa mia passione, che lei
si divertiva ad assecondare, prendendo in giro questo ‘ferroviere mancato’.
Così quando sono andato con Patrizia, mia moglie, al Museo ferroviario di Pietrarsa, avrei voluto
dirle dov’ero, e quanto ero innamorato della 646, la mitica locomotiva a vapore, detta dai ferrovieri
la ‘signorina’ (per il suo andamento ondeggiante sui binari, che sembrava sculettare).
E mi è mancato non poterla più chiamare
Giuseppe

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